Alle volte implodo in turbinii
che d’acido colano sul solco
perimetro dei miei pensieri malsani
solco che sfila e schiuma parole
che spellano maree di cenere
come i ricordi dei miei giorni scorticati
cenere e pezze di sere di pensieri
l’emersione di mancanze nude
scelte per la mia fragile irregolarità
nude e distorte mani intrecciate
slegate i miei pensieri
che possano in un tempo migliore
crearmi decenze d’inquietudini leggere
da portarmi in salvo
sulla riva d’un tempo desiderato.


