Torturamente

Tu mi scavavi.

Scucivi il lembo del mio sesso.

Coi colpi dei tuoi reni.

Sopra di te.

Scioglievi la mia schiena coi tuoi fendenti.

Eri ovunque.

Tra l’umido e l’avorio della mia pelle.

Mi tingevi la schiena coi tuoi occhi verde amore.

Il sale della tua bocca.

I miei seni esplodevano sulla tua lingua.

Dura.

Ruvida.

Bagnata.

Sopra di te.

Adoravo vederti sotto di me.

Ti stringevo i fianchi.

Ti vedevo morire sotto i miei colpi.

Distruggevo il tuo orgasmo.

Bevevo il miele spremuto e dannato.

Volevo te, dentro fino ad attraversarmi.

Contemporaneamente.

Tu.

Mi tenevi i capelli, passandomi il braccio dietro la schiena.

Le gocce salate del tuo desiderio mi scuoiavano le vertebre.

Sentivo gonfiarti dentro di me.

Mi completavi.

D’amore e di noia.

Di sesso e carezze.

Mi ungevi la bocca col salmastro dei tuoi occhi.

Sopra di te.

Ovunque anche se mai stata tua.

Ti volevo dentro.

Mangiarti.

Finirti con le mie labbra.

Che la bocca ti trovava.

Le mani.

Tormento sui miei fianchi.

Mi tenevi.

Per non farmi uscire mai.

Per morirti dentro.

Dove solo io volevo.

Dove solo io volevo.

Averti.

Altrove.

In un immenso qui.

Formicolio

La tua schiena lucida era un arco.

Io dentro di te la tua freccia.

Le mie anche ansimavano te.

Tra i cigolii e le gocce sudate.

La tua schiena.

L’unico posto dove ero sicuro di ritrovarmi.

Mentre tu ti perdevi, sopra di me.

Le tue ginocchia erano un morso sui miei reni.

Scivolavi e sfregavi il tuo sapore fino in fondo.

.. Ho fame ..” mi sussurravi con la lingua sul collo.

Io mi facevo mangiare.

Io volevo tu mi mangiassi.

Volevo starti dentro.

Anche dopo aver goduto.

Tu non mi hai mai raggiunto.

Hai sempre goduto con me.

Mi bagnavi di calore riempiendomi il petto coi tuoi gemiti.

Non mi hai mai raggiunto.

Sei sempre stata con me.

Ti piaceva vedermi mentre ti guardavo dal basso.

Mi scopavi gli occhi.

La testa.

E ti prendevi i fianchi.

Volevi farmi godere il sangue.

Come se il sangue fosse stato solo tuo.

Lo era.

Mi volevi.

Anche quando non ce n’era più.

Mi spremevi con le mani, m’attorcigliavi coi capelli e mi prendevi ancora.

Volevi sublimarti di me.

Mi scopavi mentre facevi l’amore con me.

Mentre facevi l’amore, mi scopavi.

Sapevi il mio corpo.

Lo usavi come io mai avrei potuto.

Mi tenevi per i fianchi e tiravi indietro la testa.

Sentivo il solletico dei tuoi capelli sulle caviglie.

Sapevo che era il momento.

E ti mettevo una mano dietro.

Ed eri mio arco.

E dentro di te ero la tua freccia.

Fuori pioveva nella stessa maniera di come godevamo.

Torrenziale orgasmo di noi.

I brividi ti scavavano solchi fin sui miei polpastrelli vizzi del tuo sudore.

Ero ancora dentro di te.

Mentre mi mordevi sul collo, a piccoli sorsi.

E leggevi il verde dei miei occhi.

Impasto di mani e fluido.

Noi.