Non darò al mio cuore l’urgenza d’un posto vuoto da riempire.
Per lui voglio il dono dell’importanza d’un desiderio.
Non darò al mio cuore la paura d’un giorno d’asciugare.
Per lui solo, desiderio.
Ti porto come un foulard, nei momenti in cui il dubbio del mio farmi male m’assale, t’indosso.
Mi sento muovermi libero quando lo faccio, che tu eri il mio senso di libertà mai goduta.
Ora che il vento misura da me fino al tuo percepirti, t’indosso, per incontrarti sugli odori del mondo, nel giorno che finisce.
Le coincidenze non esistono. Soprattutto quando chi nega, è convinto di avere certezze assolute. A quel punto nessuna coincidenza è casuale quanto l’evidenza.
Il mio girar di palle è arrivato all’eclissi testicolare, e non è consigliabile stare in mezzo a due coglioni.
Smetterò di parlare di te pensando a me. Ma solo quando lo dico io. Finchè non mi dimentico di averlo pensato, ovviamente.
Oggi sarà caramella da scartare per le orecchie, croccante sotto i denti, coi miei pensieri di mielina, mi ricorderò puzzle di giorni come cirri. Nembostrato profumoso di terra umida, che nel voltarmi mi bracca il cirrocumulo delle mie fantastiche idiosincrasie. Ed allora cumulonembo i miei principi, e scrollo le mie spalle in stratocumoli. Ne vale la pena.
M’arancio.
E lo faccio da solo, qua e là.
