Ascidio

Non darò al mio cuore l’urgenza d’un posto vuoto da riempire.

Per lui voglio il dono dell’importanza d’un desiderio.

Non darò al mio cuore la paura d’un giorno d’asciugare.

Per lui solo, desiderio.

Cicatricamente

Ti porto come un foulard, nei momenti in cui il dubbio del mio farmi male m’assale, t’indosso.

Mi sento muovermi libero quando lo faccio, che tu eri il mio senso di libertà mai goduta.

Ora che il vento misura da me fino al tuo percepirti, t’indosso, per incontrarti sugli odori del mondo, nel giorno che finisce.

Piccolo

Un pensiero piccolo

alla bell’aria che hai intorno

Piccolo rifugio

per me che non mi servo a niente

a niente di quel che persi

avendolo avuto sempre

sempre come un piede di cristallo

fango del mio esimermi al male di vivere

vivere come il tarassaco

che incendia occhi d’infruttescenza.

M’arancio da solo nuvolando qua e là

Oggi sarà caramella da scartare per le orecchie, croccante sotto i denti, coi miei pensieri di mielina, mi ricorderò puzzle di giorni come cirri. Nembostrato profumoso di terra umida, che nel voltarmi mi bracca il cirrocumulo delle mie fantastiche idiosincrasie. Ed allora cumulonembo i miei principi, e scrollo le mie spalle in stratocumoli. Ne vale la pena.

M’arancio.

E lo faccio da solo, qua e là.