Bebo, poesse ..

Era il mio soprannome.

Per molte persone ancora lo è.

Bebo.

Da pronunciare con la “e” apertissima.

Con accento tipicamente toscano, squisitamente labronico.

Bebo.

Abbreviazione di due aggettivi.

Be.Bo.

Colpa di una ragazzina, della mia adolescenza, di Fedora che fu l’ideatrice del mio soprannome.

Ieri sera ero nel suo negozio.

Caramelle, cioccolate, zuccherini, bomboniere e ogni cosa dolce che può esistere è dentro al negozio di Fedora.

Prendo le “mie” caramelle al miele.

Poi rimango ipnotizzato su una scatola di caramelle all’orzo.

Da piccolo ne mangiavo in quantità industriale. Stessa confezione, come quella di tanti anni fa.

Poi la radio di Fedora spara “Satellite”.

E mi ricordo quella sera meravigliosa in teatro.

Io che tremavo col foglio bianco e il pennarello.

In bocca avevo una di quelle caramelle.

Adesso non le mangio più, posso solo guardarle e provare a ricordarne il sapore.

Poi ho riflettuto, un concetto “tutto mio”.

Esiste una diagonale immaginaria nei ricordi, diagonale che divide ma senza separare l’amore, dalla fortuna di nascere il giorno dopo un disastro. Sono diametralmente disposto ed opposto verticalmente.

Ma è un concetto “tutto mio”.

Spiegarlo?

si ..

Coincidenze?? .. Poesse .. e comunque rimane un bel mistero ..

Estrazioni Mentali 03/06/2010

Il niente è in tutte quelle volte che non capisco, quando l’oltre mi supera in estensione, quando il mio ignorare la verità mi supera in espansione mentale.

Il niente è la presenza assidua del mio ego, cieco per natura, orbo per compensazione.

Il niente lo lascio in mezzo al tutto.

L’ossessiva ricerca, la continua ostinazione, il mio egoismo, il mio cinismo, l’auto-distruggermi continuamente calcolando i secondi sul mio modo d’essere … non difetti .. bensì qualcosa di troppo che porto con poco.

Se riuscissi a ritenermi una persona normale, con una vita normale, normalmente nel parametro, con tutta probabilità la normale serenità la potrei vivere appunto, con una serena normalità ..

Ma ho deciso di rendere la mia vita difficile.

Ho deciso di pensare alla causa ed alla possibile soluzione della mia eterna instabilità.

Ed accentro tutto su di me.

Ogni pensiero, ogni gesto, .. ogni giorno.

Ed ogni giorno penso … perché ho deciso di non rimanere con nessun dubbio.

Mercoledì 15/09/2010

Rileggere mi aiuta a ricordare. Ed è importante per il mio “ben-essere all’infuori di me”. Ricordare mi permette di essere migliore del mio stesso presente. Il percorso, il cammino, fanno parte di un processo che non è sistematico verso il ricordo. Non è un ingranaggio meccanico. Ogni ricordo ha il suo contesto, la sua sfumatura sensoriale. E c’è una parte di me, che si ostina ad essere “il satellite” di una parte più stabile, spesso pragmatica. L’istintività mi pervade nei gesti, spesso nelle parole, ma sopratutto negli sguardi, come scruto gli altri riversando me stesso come un riflesso, un tic nervoso del mio “esuberante egocentrismo”. Rileggere quindi.Mi aiuta ricordare, e lo faccio su quel che ho scritto in passato, come queste parole, che non sono solo “contenuto” ma sono anche la carta da regalo stropicciata subito dopo aver scartato il regalo. E questo regalo me lo concedo ogni volta che mi rileggo. “Me stesso” inizia da questo inchiostro virtuale, e non finisce, bensì continua, resiste, e vive aldilà di tutte le parole pensate e non dette, ma che sicuramente, troveranno spazio nella scrittura.